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Ricorsi storici
Ricorso storico n.1: AI
La precisione degli Agenti Immobiliari è scioccante. Diamogli una poltrona al Governo! Loro sì che mantengono le promesse, non come tutti questi altri! Stamattina mi chiama una tizia della cosa immobiliare (non ricordo quale) e mi fa: "Signora, noi ci siamo sentite due anni fa e lei aveva detto che si fermava per due anni. Ha ricominciato a cercare? Posso esserle utile adesso?"
Giuro che sono scioccata, l'avrei dovuto registrare; se me lo avessero raccontato non ci avrei creduto.
Ricorso storico n.2: le elezioni (eh beh!)
Lasciamo stare le apparizioni, riapparizioni e sparizioni delle elezioni (tutto con -zioni, ma senza emozioni, tutto già detti, già visto, già provato); lasciando stare che "il nuovo che avanza" ha la faccia vecchia e la puzza di naftalina degli abiti rinchiusi un paio di stagioni nell'armadio e tirati fuori, sperando che calzino a pennello; lasciando stare che le stesse promesse di allora riecheggiano nelle nostre orecchie tali e quali; lasciamo stare che per tenere a bada la lega della calzamaglia gli stanno consegnando l'Italia (come se io dico a mia madre: "Se non mi compri il gelato io mi butto per terra e mi sporco tutta. E lei mi compra tutta la gelateria); lasciamo stare queste mie ovvie banalità.
Ma c'è qualcuno che mi sa spiegare perché in Sicilia continuiamo a votare per il compromesso, l'incompetenza, il "vecchio", il clientelismo, l'immobilità di chi crede che lo "sviluppo" sia moltiplicare il proprio potenziale di acquisto e quel che è peggio, di potere? Ancora in Sicilia non è esplosa la monnezza, ma di sicuro prima o poi i nodi del riporto di lombardo e soci verranno al pettine.
Ricorso storico n.3: il demone del pesce scamo
Il pesce scamo (le colleghe di blog mi insegnano) certe volte si fa prendere dal demone e mi si mette a nuotare vorticosamente dentro l'acquario, scava sotto i sassetti, sotto le palmette artificiali, va alla pompetta dell'ossigeno, si infila dentro l'anforetta finto relitto e cerca... ma che cerca? boh. forse lo so che cerca, ma non lo "sconcico"... come diciamo noi.
Ricorso storico n.4: ta da ddadà!
Come tutti sapranno ormai, soleggiata goes to wedding! E chi non lo sa, lo saprà adesso.
Il matrimonio è uno dei ricorsi storici più "gettonati", tutti, ma proprio tutti alla fine si sposano. Testimonianza ne è il fatto che abbiamo penato per trovare, a 6 mesi di distanza, una chiesa libera!
Lite life
Eccoci finalmente, ho comprato una bici, quindi posso scrivere su Squilibri. Non sembra avere senso questa affermazione, ma in fondo un po’ ce l’ha.
Allora le coordinate sono (so che qualcuno si è perso ultimamente cercando di contattarmi): piccola stanza a Stockwell,
La mia nuova bicicletta e’ una racing tutta inglese scovata a Brick Lane, che si e’ fatta oliare docilmente per tornare a scorazzare sulla south bank e a Kensington ieri, nella prima domenica di vero sole che mi ricordo di avere visto qui. Siamo già amiche, io la ringrazio perché almeno in parte mi libera dalla vita in metropolitana, una vita che scorre parallela sotto i piedi della gente, una vita difficile. I londinesi si scoprono in tutte le loro debolezze in metropolitana. Per esempio, conoscono bene le pecore, e si vede. Vanno solo a greggi, e appena salgono sul treno, anche se sono 12000, si piazzano davanti alla porta e non scorrono, gli piace stare appiccicati e vicini alla porta. L’utente medio sterliniano che rimane chiuso fuori dalla sliding door resta impassibile, generalmente caccia la testa tra le pagine di “Lite”, tutto contento di quei cinque minuti in piu’ che la tube gli regala per leggere l’oroscopo. Tanto al lavoro l'orario di inizio della giornata non è tassativo quasi per nessuno, si sa che la vita dei londoners è fatta di sliding doors, Lite, greggi davanti alle porte. L’utente medio eorolandiano queste cose ci mette molto a capirle, e lo si riconosce perfettamente dalla reazione concitata davanti al treno che se ne va impassibile, facendo scorrere beffardo lo spazio vuoto all’interno della carrozza.
No, sul serio. Sono sicura che qualcuno deve avere scritto dei saggi sociologici sulla Tube. A volte, mi immagino certe situazioni teletrasportate di circa 1500 chilometri da qui. Roma, metro B a Repubblica: l’omino che guida il treno alle 8.50 in procinto di partire in direzione Battistini annuncia che invece si fermera’ a Flaminio perché c’è un altro treno fermo e non si può procedere: all’interno delle carrozze, immagino urla strazianti, la sollevazione popolare, gente che insulta Veltroni e Berlusconi insieme, berlusconiani e veltroniani subito alla ricerca di percorsi e alternative opposti per un riultato univoco, discutendo animatamente con l’avversa posizione, scuotendo le braccia al cielo, e le voci piu’ alte possibile, magari per arrivare alle orecchie di Veltroni e Berlusconi che scivolano industurbati nelle loro auto blu sui Sanpietrini sopra le loro teste.
Londra, Elephant and Castle, stesso problema: si avverte, appena percettibile, un leggero movimento sussultorio delle palle degli occhi fissate su Lite dei 12000 astanti davanti alla porta
Poi però io che mi muovo liberamente, per fare passare il tempo, leggo Lite che ha un’interessantissima rubrica di messaggi inviati alla prestigiosa testata, provenienti dai cellulari di utenti della tube che commentano episodi e incontri della loro avventurosa vita nella rete sotterranea. Allora abbiamo:
Bisogno di affetto:
Am I the only one who feels so desperately lonely in a city so large?
Eversione:
I'm a middle aged man and I love flicking V signs from departing trains - always makes people laugh, why?
Ribellione:
Finally priced out of my home, my car and this country by latest tax increases. Now planning new life in New Zealand, anyone coming?
Sindacalismo pendolare:
Why do we pay for seven days on Southestern trains when we only use five on a week? Let's make them change.
Bisogno di conforto:
Does anyone ever actually familiarise themselves with the safety notices each time they travel on the train?
Situazionismo:
I put my hand in my coat pocket to get a tissue and blew my nose on one of my thongs - in front of the whole office!
Efficaci chiarimenti:
To all who have wondered: the spiky balls on the bus stops are to stop pigeons landing and doing the do on waiting passengers. FACT!
Ovviamente, l'amore:
The handsome black guy on the 6.40 to Sovernoaks on Monday. You stepped off and looked back, I was the blonde with a green jacket on. Get in touch.
Film brutto ... ma perché vederlo?
Insomma vi sarà capitato di perdere un film. Delle volte il caso decide per noi e fa proprio bene.
L'altra sera invece mi sono incaponita ... e vista la combinazione: posto sotto casa+gratis, perché farsi sfuggire questo film, "Inverno", che nel lontano 2001 non andai a vedere...e meno male!
Ora nonostante si possa dare merito alla regista di aver lavorato molto sul montaggio, gli effetti visivi, la musica, la ricerca di "un'atmosfera industriale ritrovata nella Roma lungo l'Aniene" (sue parole in sala), insomma malastoriano! Tutto gira intorno all'incomunicabilità di due coppie di annoiati intellettuali che al secondo minuto di pellicola già vorresti che venissero colpiti da un'onda anomala del fiume romano o da un meteorite che centra proprio le loro casette... un enorme loft e una villetta con giardino e grosse vetrate.
E poi ho capito una cosa: Valeria Bruni Tedeschi, no! Perché farle fare del cinema. Capisco, che può sembrare sempre un po' così sopra le righe, ma al secondo dialogo in questo film le diresti: bastaaaa!!!
La regista ha detto anticipando la proiezione che il film rispecchia un periodo depresso della sua vita. In effetti si nota. Dispiace per lei. Ma usciti dopo il film l'unica reazione è stata quella di voler urlare e dire: dove sono Babi Step e Pollo? Forse ho esagerato ...sì ma anche no ... delle volte basterebbe fare meno ed essere più ... semplici?!
o basterebbe solo avere qualcosa da raccontare...
anch'io qui in effetti potrei stare in silenzio ... vabbe' chiudo.
sgrunt!
100 vetrine
Dunque il mio sogno quest'anno è: fare 100 vetrine. No non voglio partecipare alla statica soap opera di mediaset, per quanto monetariamente forse ci guadagnerei un po' di più, ma vorrei riuscire ad arrivare a confezionare 100 vetrine 100. Riuscire quindi a guadagnare 100X15 euro lordi, fatturati con P.IVA.
Il lavoro non è quello della vetrinista classica, ovvero contatti con persone e vestiti, spilli e nastro adesivo, bombolette colorate ecc. Si tratta di un più grigio scenario: il web.
E' una nuova tipologia di lavoro a cottimo: ti do' un pacchetto di immagini, un cliente e 15 euro a vetrina.
La vetrinista del web imbelletta e impacchetta lanci commerciali, non veste manichini come la vecchia collega, che resiste grazie alle vie dello shopping. La vetrinista virtuale "croppa" e "resaiza" immagini, trasforma orizzonti e vestiti. Si inventa slogan agghiaccianti, per location da sogno. E con lo sforzo di ben 16 vetrine in un mese riesce a guadagnari siòri e siòre ... fate voi i conti.
Dunque se 100 vetrine vi sembran poche ...
chissà se un giorno apparirà anche la shampista virtuale ...
E così è se vi pare.
Non cambiate governo. Cambiate paese.
Gli strani scherzi della mente.
Capita che in questi giorni girellando per la città mi sia imbattutta nei vari manifesti della campagna elettorale in corso. E trallallero trallallà la mia mente tornando a casa abbia unito maldestramente i due manifesti veltroniani


in:
che lapsus ardito ...
ma quasi quasi
... ma no ...
... ma ... anche?! RIPARLIAMONE!
Da Sterlinolandia a Eurolandia per la serie "rimpallata dai recruiter".
Mie care, scusate la vergognosa assenza dal blog e quello che sto per fare, inoltrare una mail che ho mandato ad amici per scrivere questo post, ma sono un po' stanca e, come capirete da post, seriamente perseguitata...
Film brutto... ma va visto
Questo è il titolo di una delle due rassegne in corso nella nostra nuova casa.
L'altra è... "Sforzati che magari il tuo bisnonno se la ricorda", concorso legato all'ascolto di una radio che solo lui poteva scovare, dal nome piuttosto evocativo: "Radio Ti Ricordi" senza punto interrogativo, perché loro presuppongono che tu te le ricordi proprio quelle canzoni. Tutte. Perfino una canzone del Quartetto Cetra che parla di un villaggio felice, con tutta gente sorridente e fiori alle finestre.
Noi ceniamo con il sottofondo di Radio Ti Ricordi e ci prepariamo psicologicamente alla Rassegna cinematografica privata.
Sono film a volte dichiaratamente brutti (ossia, il presidente della Rassegna ne dichiara lo scarso valore universalmente riconosciuto), ma "vanno visti". E se non proprio "brutti", sono quantomeno inguardabili, se non durante una rassegna vera dove almeno vai preparato all'orchite cronica.
L'altra sera abbiamo rischiato di vedere un film documentario molto particolare e intellectual; fortunatamente il rettangolo delle info di Sky diceva "iniziato da 158 minuti". Dopo il primo piano fisso di un monaco in preghiera, mantenuto per almeno 30 secondi (che non sono tanti detta così, ma provate a mettervi di 3/4 davanti allo specchio con le mani giunte e guardarvi, senza addormentarvi, per 30 secondi) e di un monaco di colore in primo piano che per 30 secondi non ha nemmeno sbattuto le palpebre, pensi che non potrà durare ancora tanto... E infatti il film dura 160 minuti, quindi altri due fermi immagine ed è fatta. L'album fotografico del monastero di monculi di sopra è finito.
Due giorni fa invece la rassegna prevedeva 2 film: Mr and Mrs Smith (beccato già iniziato, pfiu!) e La casa dalle finestre che ridono, primo film horror di Pupi Avati.
Come in ogni momento di difficoltà, la tua mente cerca di trovare le forze e le risorse per resistere davanti all'irreparabile. Mentre lui guardava con interesse e occhio critico il capolavoro horror, io mi limitavo ad ascoltare, mentre facevo altro. Dopo la sesta volta che una voce sussurata proveniente da un registratore diceva che "la stava guardando morire e blablabla", ho alzato lo sguardo e ho incontrato quello terrorizzato/arrabbiato del protagonista roscio faccia da schiaffi. Giù la testa e ho continuato ad ascoltare. Solo che non so perché (sarà il tipo di recitazione, saranno i dialoghi sconnessi, che se guardi non te ne accorgi) ma mi sono montati i nervi come a un gatto che rizza il pelo e sono corsa a letto. E non mi hanno nemmeno rimborsato il biglietto!
Menomale che il primo film della serata almeno un motivo per essere salvato ce l'aveva...
Genn - AIOOOOO!
Forse sono ... agitata? Magari sì. Dovrei lasciarmi guidare dall'avvertimento del sogno di questa notte.
La mia attività onirica si è ripopolata di personaggi dell'adolescenza. Uno fra tutti: il prof. di matematica. Ebbene sì, stanotte ho sognato che dovevo fare il compito finale di matematica. Ero con un librettino aperto e ... il senso d'ansia che cresceva poco a poco. Espressioni e numeri e un unico interrogativo:" Non mi ricordo come si fanno le espressioni!!!". Alla matematica si aggiunge un problema di fisica ... e l'angoscia aumenta. Ma la parte migliore è questa: il mio professore che mi insegue per farmi fuori! Non con l'algebra, non a colpi di ascisse e ordinate. Ma proprio con le mani sue! Nell'ordine: tenta di farmi esplodere bucando la caldaia del gas (non so perché ma l'aula del mio liceo è diventata casa mia); poi tenta di affogarmi in una piscina frantumando la mia testa sul fondo (e qui non ho capito come abbiamo fatto ad arrivarci). Stamattina nel dormiveglia semincoscente mi chiedevo: "Ma come ho fatto a dare la maturità senza il compito di matematica. Forse che mi ritireranno il diploma?! E ... la laurea?!". E l'incubo continua.
S-bilancia-menti di fine anno
Sì, un post di fine 2007 ci vuole. Nonostante questo blog sembri in disfacimento ... con l'header che manca da mesi ... e l'apertura di blog paralleli. Finirà lo squilibrio? Ai postumi della sbronza di fine anno la risposta!
Oh squilibrate se ci siete ancora battete un colpooooo!!!
Vorrei vorrei. Cosa buttare do' passat'? Cosa tenere?
Tragico interrogativo da 31 pomeriggio. Certo di nuovo c'è che stasera lavoro. Eh sì! Nessuna lunga preparazione della fine dell'anno. Quest'anno il panico che prende sul come e con chi passare la mezzanotte non si è manifestato. Lavoro fino alle 24. E poi dovrò per forza fare uso di alcol o stupefacenti per dimenticare quest'annata! Ho pure smesso di prendere il magnesio!!!
Calessi che vanno. Barcelloneti che si rimanifestano. Lavori che si lasciano. E sbandate che si prendono... e ieri ho di nuovo perso un freno della bici. Stac!
In mezzo al traffico di una tranquilla domenica, dopo aver girato un'oretta in tranquillità, ricevo un sms laconico ... "sono a firenze poi ti spiego" ... e un secondo dopo si stacca il freno!
Credo nell'anima delle cose! Si, ci credo!! Ieri il pc mi si spegneva in continuazione ... in una sorta di cortocircuito empatico mentre pensavo all'sms di cui sopra. Come Agata del film di Soldini!
Ma passiamo ai possibili rimedi dell'anno:
- una bici a movimemto fisso. Così tutt'al più mi schianto al suolo e chissene!
- uscire dall'eterosistema, imporre imperativi categorici e ... ritirarmi su un eremo?
- mettere un banchetto da psicologa-cartomante low cost - last minute ... visto che ultimamente sono il consigliere (che poi ancora non capisco perché) di amici in crisi.
Mi sento desperatefriendbridgetmcbeal ... insomma un'accozzaglia di telefilm senza le risate finte in sottofondo. Ma anche Lizzie di "Orgoglio e pregiudizio" (ma dove sei mister Darcy?!). Val di Hollywood Ending a cui danno l'ultima chance per la ripresa...ma dov'è Apple Annie con le sue mele dei miracoli???!!! Un finale alla Frank Capra: ecco cosa ci vorrebbe!
Buon anno a chi passa di qui!