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visitato *loading* volte
A volte ritornano... cronaca di una tranquilla domenica di narcolessia
È così, ieri, domenica di ponte che non ho potuto fare per godermi oggi al lavoro il mortorio di una Roma svuotata dal ponte e dalla pioggia, ho fatto vita stracasalinga, narcolettico-televisiva.
Ovunque mi appoggiassi (divano, marito, letto, poltrona) come per incanto iniziavo a dormire. Profondamente.
Fra un sonno e l'altro, siamo usciti a comprare uno sfacelo di fiorellini da mezz'ombra per il nostro giardino (visto che il primo sfacelo ci ha fatto lo scherzetto di spuntare rigoglioso un giorno e il giorno dopo bruciarsi come colpito dalla spada laser di un alieno... o dalla pipì del gatto, chi può dirlo?) e cucinato pici alla carbonara con zucchine e prosciutto crudo, bocconcini di carne a stufato con le patate e torta di ricotta e cioccolato (consumati in 3 pasti diversi, ovviamente).
E fra un sonno e l'altro capita di vedere la fine della replica di L'era glaciale in cui la Bignardi intervistava Solfrizzi, che è un signore, fa ridere anche solo muovendo il sopracciglio, ha inventato molto più di quanto si sappia e non se ne vanta (Desiati dice che metà di Zelig ha saccheggiato da TOTI E TATA... che vi consiglio di cercare su youtube, ne vale veramente la pena).
E poi è capitato - ma avrei preferito dormire - di vedere la mezz'ora della Annunziata che intervistava (o almeno tentava di) il Ministro esimio degli Interni Maroni; partito a macchinetta come ormai i guru della comunicazione di governo hanno impartito a tutti con "non voglio parlare di gossip; solo gossip; è tutto gossip" alle domande su feste, festini e veline varie (come se un ministro degli interni non dovesse porsi il problema di un premier che parla di privacy solo quando gli fa comodo e giura il falso predicando lealtà), finisce per farsi le domande a piacere. Ha detto quanto il governo sta facendo per l'immigrazione clandestina (2 barconi mandati indietro... e poi?), ha detto che il governo ha risolto in un batter d'occhio il problema della spazzatura a Napoli (solo che l'inceneritore non funziona), ha detto quanto sono bravi con la sicurezza nelle città (e qui ce ne sarebbero).
Come a scuola, quando un ragazzo è in difficoltà, la Annunziata, bloccata dal disco rotto di "èsologossipèsologossipèsologossip", gli ha concesso le domande a SUO piacere è tutto è filato liscio.
Triste metafora del cibo politico che ci infilano a forza in gola ogni giorno.
Potremmo anche vomitare ogni tanto.
O dormire. E sognare un parlamento completamente nuovo, fatto da gente che non impara le lezioncine a memoria da direttori marketing e comunicazione, ma PENSA, PENSA... a noi.
Uso personale di un blog a tre
.. che poi tanto personale non è visto che il blog è nato proprio come punto di raccordo e sfogo di tre
anime in pena e precarie ... bando agli indugi ed ecco la proposta!
Cerchiamo persone disposte a raccontarci le proprie esperienze e disavventure lavorative, precari, con qualunque tipo di contratto (scaduto oppure in corso), per la realizzazione di un documentario sul mondo del lavoro. Garantiamo l'anonimato a chi non ha voglia di esporsi in video, ma sia disponibile comunque a raccontarci la propria esperienza e a denunciare situazioni di abuso.
Chi è interessato potrà mandare una mail a progettoprecari@gmail.com
accorrete numerosi accorrete numerosi!!!
La Rai che ved...rai
ovvero: il processo alle intenzioni
Il fatto: alcuni giorni or sono si presentavano sul mio posto di lavoro due individui di nero vestiti, sciorinando cartellino Rai e annunciandoci che a breve avremmo ricevuto l'invito... (a Ballando con le stelle? all'Isola dei Famosi? a X Factor?) ...a pagare il canone.
La reazione: una fragorosa risata sgorgava dalle nostre bocche e i nostri occhi cercavano televisori da cui si vedesse svolazzare allegra la farfallina dei canali Rai o almeno il ditino minaccioso delle utilissime annunciatrici.
Vedemmo soltanto la nostra collega alla cassa impietosamente inquadrata dall'alto e alcuni clienti che rovistavano nelle borse - di cui la telecamera, ancor più impietosamente, quasi proiettava sul monitor il contenuto - alla ricerca del portafogli.
La im-morale: ebbene, una legge dello Stato prevede che il canone venga pagato nel caso in cui si possiedano in loco apparecchi atti a ricevere il segnale Rai, anche se in realtà non si riceve... e non ce ne può fregare meno di riceverlo.
L'epilogo: adesso tocca dimostrare, alla ricezione dell'avviso, anzi, dell'invito, che i nostri monitor LCD vengono utilizzati solo per il circuito di telecamere interno e non sono programmati per ricevere i canali televisivi.
Vero è che ormai siamo nell'epoca del Rai-Reality (non solo mediaset) e quindi il passeggio di gente dal banco bar alla cassa può essere succulento spunto per un programma soporifero quasi quanto l'Isola, ma pagarci il canone addirittura!
Ah, la cosa più buffa è che pare che le banche, i supermercati e tutti i negozi con telecamere a circuito chiuso siano "invitati" anche loro a pagare il canone e c'è in discussione il canone per i possessori di videofonini.
Le conclusioni: visto che i nostri occhi sono atti a vedere i canali Rai... ... ...
E chi l'ha detto!
E chi l'ha detto che in Sicilia il 4 ottobre c'è un sole che spacca le pietre e "sì sì, vieni senza calze e con i sandali aperti, e mi raccomando, portati il costume".
E chi l'ha detto che in Messico la stagione delle piogge e degli uragani dura da agosto a settembre e che in ottobre "certi bagni al mare".
E chi l'ha detto che "comprati la Vespa, tanto a Roma non piove mai".
La pioggia. Questo è stato il filo conduttore di tutto il tempo che è passato fin qui, E sotto la pioggia battente, scrosciante, pungente o impenitente a soleggiata è piovuto addosso un matrimonio - siciliano, il 4 ottobre, con le amiche senza calze e con i vestiti leggeri leggeri - e tutti si sono beccati freddo, pioggia e pozzanghere fangose in ogni dove.
Le è piovuto addosso un viaggio in Messico, interessante, stancante, bellissimo, chiuso con 4 giorni nel paradiso terrestre della Riviera Maja, battuto dalla pioggia e dal vento e con il mare cristallino che era verde di rabbia e si gonfiava in tempesta.
Torna a Roma in autunno e le piove addosso... le piove addosso!
Quando eravamo ... Come eravamo?! ... ma dove eravamo rimaste? Squilibrate o precarie?! A che punto siamo arrivate?! Scami o gelataie? Grafiche, editor o portinaie? Insomma è cambiato qualcosa??
Lo so i bilanci si fanno il giorno del compleanno o tutt'al più a dicembre. Ma! Ognuna delle tre sia nella vena di soleggiata, nuvolosa o variabile che sia, sta cercando la propria strada un equilibrio precario?! Chissà. C'è chi è partito e chi è rimasto. Chi è rimasto, come dicheno a roma, potrebbe essere partito "de capoccia" e qualche volta vorrebbe partì "de capocciate". Chi ha scelto di fare il Grande Passo, chi appunto di passi ne ha fatti più d'uno e s'è girata un po' d'Europa e ora continua a vagare per Londra alla ricerca di un posto tutto suo (e forse per un po' non farà un trasloco). Chi i passi se li è fatti...dentro?! Un po' rinchiusa nel suo guscio, s'è trovata anche una divisa e delle grate tanto per mettere in chiaro le distanze. No per carità nessuna ancora è finita al gabbio! Niente arance per le squilibrate almeno per il momento. Tutto questo sproloquio perché qualche giorno fa il blog era rimasto senza testata e visto che mi faceva tristezza ho deciso di lavorare di apparenza e dare un senso di aggiornamento.
Come mi ero riproposta, ho trovato una buona casa senza lasciarci lo stipendio, e in uno dei quartieri davvero più belli di Londra. E dico "davvero più belli" perché è un quartiere posh e fighetto, ma a me non piace per quello: mi piace il mercato, mi piace la domenica piena di gente, mi piacciono i caffè con la "porta aperta davanti alla primavera" (del resto mica la vorremo chiamare estate, questa), mi piacciono i negozi indipendenti e colorati, una vera schiccheria per London town. Si, oggi mi sono trasferita a Notting Hill.
Per una volta ho avuto una fortuna sfacciata con la casa, che si trova in una piazza con tante altre Council and Housing association houses, due istituzioni che permettono di vivere anche in zone molto belle come questa senza i prezzi esorbitanti a cui Londra abitua. L'appartamento non grandissimo, ma è davvero carino, e lo divido con un'altra ragazza italiana molto colorata e allegra anche lei. Insomma, mi piace qui.
Mi aspetto grandi cose che per una persona normale sono piccolissime dal mio nuovo salto. La prima è, assolutamente, non spostarmi più, per un po'. Mi aspetto di non sentirmi una profuga, di circondarmi di persone, cose piacevoli e mie, di non aspettare tempi migliori. Il tempo migliore (e chiaramente non sto parlando di metereologia) deve essere arrivato.
Ricorsi storici
Ricorso storico n.1: AI
La precisione degli Agenti Immobiliari è scioccante. Diamogli una poltrona al Governo! Loro sì che mantengono le promesse, non come tutti questi altri! Stamattina mi chiama una tizia della cosa immobiliare (non ricordo quale) e mi fa: "Signora, noi ci siamo sentite due anni fa e lei aveva detto che si fermava per due anni. Ha ricominciato a cercare? Posso esserle utile adesso?"
Giuro che sono scioccata, l'avrei dovuto registrare; se me lo avessero raccontato non ci avrei creduto.
Ricorso storico n.2: le elezioni (eh beh!)
Lasciamo stare le apparizioni, riapparizioni e sparizioni delle elezioni (tutto con -zioni, ma senza emozioni, tutto già detti, già visto, già provato); lasciando stare che "il nuovo che avanza" ha la faccia vecchia e la puzza di naftalina degli abiti rinchiusi un paio di stagioni nell'armadio e tirati fuori, sperando che calzino a pennello; lasciando stare che le stesse promesse di allora riecheggiano nelle nostre orecchie tali e quali; lasciamo stare che per tenere a bada la lega della calzamaglia gli stanno consegnando l'Italia (come se io dico a mia madre: "Se non mi compri il gelato io mi butto per terra e mi sporco tutta. E lei mi compra tutta la gelateria); lasciamo stare queste mie ovvie banalità.
Ma c'è qualcuno che mi sa spiegare perché in Sicilia continuiamo a votare per il compromesso, l'incompetenza, il "vecchio", il clientelismo, l'immobilità di chi crede che lo "sviluppo" sia moltiplicare il proprio potenziale di acquisto e quel che è peggio, di potere? Ancora in Sicilia non è esplosa la monnezza, ma di sicuro prima o poi i nodi del riporto di lombardo e soci verranno al pettine.
Ricorso storico n.3: il demone del pesce scamo
Il pesce scamo (le colleghe di blog mi insegnano) certe volte si fa prendere dal demone e mi si mette a nuotare vorticosamente dentro l'acquario, scava sotto i sassetti, sotto le palmette artificiali, va alla pompetta dell'ossigeno, si infila dentro l'anforetta finto relitto e cerca... ma che cerca? boh. forse lo so che cerca, ma non lo "sconcico"... come diciamo noi.
Ricorso storico n.4: ta da ddadà!
Come tutti sapranno ormai, soleggiata goes to wedding! E chi non lo sa, lo saprà adesso.
Il matrimonio è uno dei ricorsi storici più "gettonati", tutti, ma proprio tutti alla fine si sposano. Testimonianza ne è il fatto che abbiamo penato per trovare, a 6 mesi di distanza, una chiesa libera!
Lite life
Eccoci finalmente, ho comprato una bici, quindi posso scrivere su Squilibri. Non sembra avere senso questa affermazione, ma in fondo un po’ ce l’ha.
Allora le coordinate sono (so che qualcuno si è perso ultimamente cercando di contattarmi): piccola stanza a Stockwell,
La mia nuova bicicletta e’ una racing tutta inglese scovata a Brick Lane, che si e’ fatta oliare docilmente per tornare a scorazzare sulla south bank e a Kensington ieri, nella prima domenica di vero sole che mi ricordo di avere visto qui. Siamo già amiche, io la ringrazio perché almeno in parte mi libera dalla vita in metropolitana, una vita che scorre parallela sotto i piedi della gente, una vita difficile. I londinesi si scoprono in tutte le loro debolezze in metropolitana. Per esempio, conoscono bene le pecore, e si vede. Vanno solo a greggi, e appena salgono sul treno, anche se sono 12000, si piazzano davanti alla porta e non scorrono, gli piace stare appiccicati e vicini alla porta. L’utente medio sterliniano che rimane chiuso fuori dalla sliding door resta impassibile, generalmente caccia la testa tra le pagine di “Lite”, tutto contento di quei cinque minuti in piu’ che la tube gli regala per leggere l’oroscopo. Tanto al lavoro l'orario di inizio della giornata non è tassativo quasi per nessuno, si sa che la vita dei londoners è fatta di sliding doors, Lite, greggi davanti alle porte. L’utente medio eorolandiano queste cose ci mette molto a capirle, e lo si riconosce perfettamente dalla reazione concitata davanti al treno che se ne va impassibile, facendo scorrere beffardo lo spazio vuoto all’interno della carrozza.
No, sul serio. Sono sicura che qualcuno deve avere scritto dei saggi sociologici sulla Tube. A volte, mi immagino certe situazioni teletrasportate di circa 1500 chilometri da qui. Roma, metro B a Repubblica: l’omino che guida il treno alle 8.50 in procinto di partire in direzione Battistini annuncia che invece si fermera’ a Flaminio perché c’è un altro treno fermo e non si può procedere: all’interno delle carrozze, immagino urla strazianti, la sollevazione popolare, gente che insulta Veltroni e Berlusconi insieme, berlusconiani e veltroniani subito alla ricerca di percorsi e alternative opposti per un riultato univoco, discutendo animatamente con l’avversa posizione, scuotendo le braccia al cielo, e le voci piu’ alte possibile, magari per arrivare alle orecchie di Veltroni e Berlusconi che scivolano industurbati nelle loro auto blu sui Sanpietrini sopra le loro teste.
Londra, Elephant and Castle, stesso problema: si avverte, appena percettibile, un leggero movimento sussultorio delle palle degli occhi fissate su Lite dei 12000 astanti davanti alla porta
Poi però io che mi muovo liberamente, per fare passare il tempo, leggo Lite che ha un’interessantissima rubrica di messaggi inviati alla prestigiosa testata, provenienti dai cellulari di utenti della tube che commentano episodi e incontri della loro avventurosa vita nella rete sotterranea. Allora abbiamo:
Bisogno di affetto:
Am I the only one who feels so desperately lonely in a city so large?
Eversione:
I'm a middle aged man and I love flicking V signs from departing trains - always makes people laugh, why?
Ribellione:
Finally priced out of my home, my car and this country by latest tax increases. Now planning new life in New Zealand, anyone coming?
Sindacalismo pendolare:
Why do we pay for seven days on Southestern trains when we only use five on a week? Let's make them change.
Bisogno di conforto:
Does anyone ever actually familiarise themselves with the safety notices each time they travel on the train?
Situazionismo:
I put my hand in my coat pocket to get a tissue and blew my nose on one of my thongs - in front of the whole office!
Efficaci chiarimenti:
To all who have wondered: the spiky balls on the bus stops are to stop pigeons landing and doing the do on waiting passengers. FACT!
Ovviamente, l'amore:
The handsome black guy on the 6.40 to Sovernoaks on Monday. You stepped off and looked back, I was the blonde with a green jacket on. Get in touch.
Film brutto ... ma perché vederlo?
Insomma vi sarà capitato di perdere un film. Delle volte il caso decide per noi e fa proprio bene.
L'altra sera invece mi sono incaponita ... e vista la combinazione: posto sotto casa+gratis, perché farsi sfuggire questo film, "Inverno", che nel lontano 2001 non andai a vedere...e meno male!
Ora nonostante si possa dare merito alla regista di aver lavorato molto sul montaggio, gli effetti visivi, la musica, la ricerca di "un'atmosfera industriale ritrovata nella Roma lungo l'Aniene" (sue parole in sala), insomma malastoriano! Tutto gira intorno all'incomunicabilità di due coppie di annoiati intellettuali che al secondo minuto di pellicola già vorresti che venissero colpiti da un'onda anomala del fiume romano o da un meteorite che centra proprio le loro casette... un enorme loft e una villetta con giardino e grosse vetrate.
E poi ho capito una cosa: Valeria Bruni Tedeschi, no! Perché farle fare del cinema. Capisco, che può sembrare sempre un po' così sopra le righe, ma al secondo dialogo in questo film le diresti: bastaaaa!!!
La regista ha detto anticipando la proiezione che il film rispecchia un periodo depresso della sua vita. In effetti si nota. Dispiace per lei. Ma usciti dopo il film l'unica reazione è stata quella di voler urlare e dire: dove sono Babi Step e Pollo? Forse ho esagerato ...sì ma anche no ... delle volte basterebbe fare meno ed essere più ... semplici?!
o basterebbe solo avere qualcosa da raccontare...
anch'io qui in effetti potrei stare in silenzio ... vabbe' chiudo.
sgrunt!